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Il cinema di George Romero: la nostra top 5
Il cinema di George Romero: la nostra top 5
lunedì 17 luglio 2017 alle 16:23

Celeberrimo padre del filone dedicato agli zombi, George Romero ha iscritto il proprio nome nella storia della settima arte per la sua capacità di ridefinire il genere horror in maniera personale, originale e profondamente politica, dando nuova dimensione e dignità a un intero genere, segnato e rinnovato dalla produzione del cineasta newyorkese.

Il cinema di Romero è strumento di descrizione di una società che ha perso i propri punti di riferimento, dilaniata dalla paranoia e dalla follia, dominata da una violenza che può manifestarsi sia nelle maniere più feroci e brutali che attraverso stati di allucinazione mentale, specchio di un disagio emotivo di personaggi incarnazione di un’umanità disumanizzata.

Ecco a voi la top 5 dei suoi film migliori:

5) La terra dei morti viventi

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Impietoso ritratto dell’America post 11 settembre. Gli zombie diventano così la metafora dell’invasore strisciante e misterioso e il grattacielo di Kaufman l’ombra delle Torri Gemelle, arrogante dichiarazione di onnipotenza destinata a cedere all’attacco della moltitudine, più debole ma più numerosa. Homo homini lupus, come sempre, e solo un gruppo di freaks, più vicini agli zombie che agli umani ricchi e cinici, potrà sperare di salvare il salvabile.

4) Wampyr

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Uno dei film più toccanti e interessanti di Romero, che con Wampyr raggiunge anche il vertice dello sperimentalismo, alternando suggestive sequenze in bianco e nero all’uso del colore e creando un universo dicotomico all’interno del quale la mente scissa del ragazzo si muove in maniera frenetica. Riflessione sui turbamenti sessuali dell’adolescenza, sulla solitudine dei giovani che si sentono incompresi, ma anche sul violento contrasto tra il vecchio mondo conservatore e il nuovo mondo progressista.

3) Il giorno degli zombi

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Terzo capitolo del ciclo zombie firmato da Romero e uno dei risultati più interessanti, soprattutto per il suo spessore filosofico, declinato in maniera sofisticata e mai didascalica. Il regista, infatti, si chiede: e se gli zombie fossero esseri senzienti? Se la loro natura ex-umana non fosse stata del tutto annientata dal contagio? Quasi interamente girato nei sotterranei, un film cupo, dalla fotografia terrosa, con rimandi sottotestuali alle barbarie compiute dagli uomini in tempo di guerra.

2) Zombi

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Realizzato in collaborazione con l’amico Dario Argento, il film più esplicitamente politico della serie dedicata ai living dead. L’attacco al consumismo colpisce per la radicalità violenza visiva, amplificata da contrappunti ironici decisamente caustici. La fotografia a colori brillanti rende ancora più forti e disturbanti le numerose sequenze splatter curate dal solito Tom Savini (che compare anche nei panni di un motociclista) e la “coreografia” delle masse di zombie ricorda un terrificante videoclip.

1) La notte dei morti viventi

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Pellicola d’esordio per un Romero che reinventa, di fatto, il genere horror, e in modo particolare il filone zombie: questi morti viventi sono impossibili da manipolare, spinti dal solo impulso a nutrirsi di carne umana, innumerevoli e inarrestabili, nonostante il loro caratteristico incedere dondolante. Ma il film di Romero è anche, e soprattutto, una lucidissima riflessione sulla società contemporanea: l’incapacità dell’uomo di vivere in armonia con i suoi simili è più forte dell’istinto di sopravvivenza e i conflitti interni al gruppo dei sopravvissuti li consegneranno alla più atroce delle morti.

Articolo di Redazione