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La paranza dei bambini: le parole del regista Claudio Giovannesi e dello sceneggiatore Roberto Saviano

Viene presentato oggi a Berlino il nuovo film di Claudio Giovannesi La paranza dei bambini, tratto dal romanzo omonimo di Roberto Saviano. La pellicola uscirà domani nelle nostre sale, mentre sabato sera si saprà se potrà rientrare nel palmarès del festival tedesco.

Qui di seguito alcuni degli spunti più interessanti detti da Giovannesi e Saviano, anche co-sceneggiatore del film, durante la conferenza stampa ufficiale.

 

Su Napoli

Giovannesi: il film è ambientato nel centro storico di Napoli, che ha ancora un’identità popolare, per questo abbiamo ambientato il tutto lì. Vittorio De Sica ed Eduardo De Filippo erano il riferimento. Non è un film sociologico, ma un film sull’adolescenza. Napoli è solo un teatro che ci stava a cuore, sul cui sfondo appunto un ragionamento sulla giovinezza.

Saviano: Napoli contiene tutte le facce e tutte le contraddizioni. Questo film non vuole raccontare Napoli al mondo, ma il mondo attraverso Napoli. Un territorio che ha un grado altissimo di dispersione scolastica, con bambini che non vanno a scuola. Un territorio dove per raggiungere la tua realizzazione, utilizzi spesso la scorciatoia della pistola.

 

Sulla violenza

Giovannesi: Il film si muove su un binomio, tra il gioco e la guerra. Le azioni criminali vengono realizzate come per gioco. Ma il gioco è qualcosa da cui si esce, nel corso del film invece il tutto diventa una guerra, qualcosa da cui non si può uscire.

Saviano: la mentalità di questi ragazzi è che basta una pistola per farsi strada. Non c’è più nessuna politica o progetto istituzionale a prendere le nostre difese, dobbiamo scegliere noi quale strada imboccare. Dai governi statali non c’è più speranza di una rivincita, la politica non se ne occupa perché il segreto è emigrare. L’Italia è uno dei paesi con meno nascite del pianeta. Investire nel narcotraffico è un ottimo affare, con 5000 euro puoi guadagnarne un milione in un solo anno. La pistola è come la lampada di Aladino. La usi e puoi ottenere quello che vuoi, ma il prezzo è la vita.

 

Quanto è vera questa storia?

Saviano: è ispirata a fatti veri. Le Paranze sono questi gruppi di ragazzini che hanno occupato un vuoto di potere. Per la prima volta nella storia del crimine, dei ragazzi sono arrivati al vertice dei gruppi criminali. Un caso unico al mondo che mi ha portato a lavorarci e a scriverci.

Giovannesi: credo che la missione del cinema non sia quella di essere pedagogico. Il cinema deve mostrare l’umanità dei personaggi senza giudicarli. La paranza dei bambini è sì tratto da fatti di cronaca, ma quello che mi interessava maggiormente era indagare i sentimenti dei ragazzi. Il tema principale del lavoro, infatti, è la perdita dell’innocenza.

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