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Martin Scorsese contro Rotten Tomatoes: "Nulla a che vedere con la vera critica cinematografica"
Martin Scorsese contro Rotten Tomatoes: "Nulla a che vedere con la vera critica cinematografica"
mercoledì 11 ottobre 2017 alle 18:01

Attualmente impegnato sul set di The Irishman (che ricordiamo vanterà nel proprio cast Robert De Niro, Joe Pesci, Al Pacino e Harvey Keitel), Martin Scorsese si è concesso un’invettiva sulle pagine dell’Hollywood Reporter contro il noto sito Rotten Tomatoes, colpevole, secondo il regista,  di influenzare eccessivamente le scelte degli spettatori senza però offrire in cambio alcun esempio di critica cinematografica credibile e fondata.

Queste le parole di Scorsese:

«Il box office è ormai un argomento di tendenza in ogni discussione sul cinema, anzi spesso è più che una tendenza. Questo giustizialismo brutale con cui si giudicano gli incassi del primo weekend ha reso questi ultimi uno sport sanguinoso per lo spettatore e che sembra incoraggiare un approccio ancora più brutale da parte della critica. Sto parlando di alcune ricerche di mercato come CinemaScore, che ha iniziato sul finire degli anni ’70, e degli aggregatori online come Rotten Tomatoes, che non hanno assolutamente nulla a che vedere con la vera critica cinematografica. Loro giudicano un film alla stessa maniera in cui darebbero un voto a un cavallo all’ippodromo o ad un ristorante su una guida. Hanno a che fare con il business del cinema, ma niente che riguardi la creatività o un punto di vista intelligente di un film. Il regista è così ridotto a un puro mestierante e lo spettatore a uno svogliato cliente». «Questi aggregatori hanno impostato un tono che è apertamente ostile verso i registi seri, perfino il nome Rotten Tomatoes è offensivo». «Non siamo molto lontani dalla folla assetata di sangue alla fine di Mother! di Darren Aronofsky». «Dopo aver avuto l’occasione di vedere Mother! sono stato persino più disgustato da questa corsa al giudicare ed è per questo che ho voluto condividere i miei pensieri. La gente sembra alla ricerca di sangue, semplicemente perché il film non può essere definito in maniera chiara o interpretato o ridotto a una descrizione di due parole».

Cosa ne pensate? Condividete il pensiero del regista?

Articolo di Redazione