A Tale of Three Sisters
Kız kardeşler
2019
Paesi
Turchia, Germania, Olanda
Genere
Drammatico
Durata
108 min.
Formato
Colore
Regista
Emin Alper
Attori
Cemre Ebüzziya
Ece Yüksel
Helin Kandemir
Kayhan Açıkgöz
Müfit Kayacan
Tre sorelle, Reyhan (Cemre Ebüzziya), Nurhan (Ece Yüksel) e Havva (Helin Kandemir), vivono con il padre in un remoto villaggio nel centro dell'Anatolia. Una alla volta, saranno mandate in città per lavorare come domestiche nella speranza di costruirsi un futuro migliore, ma dovranno purtroppo tornare a casa deluse dall'esperienza e fare i conti con una società non proprio accomodante. Sposando uno sguardo prettamente statico, coadiuvato da un ritmo narrativo meditativo e severo, Emin Alper porta la sua Anatolia sul grande schermo rendendola la vera protagonista di una vicenda immobile e rigida, capace di rispecchiare i (ri)sentimenti e i turbamenti culturali di una società in cui tanto le donne quanto gli uomini faticano a trovare il proprio posto. A Tale of Three Sisters è un lungo e ripetitivo viaggio a vuoto in cui il fascino di una tradizione antica da tramandare intorno a un fuoco acceso si tramuta ben presto in una pericolosa gabbia dalla quale sembra impossibile fuggire. Alper lavora bene sui volti dei suoi personaggi, sull'ambientazione claustrofobica e la ciclicità di un tempo che continua ad alimentare speranze per poi rivelarsi una grande e costante illusione. Le carte in regola per firmare un lavoro riuscito e appassionante (anche se di certo non troppo originale) ci sono tutte; eppure, il film fatica notevolmente a prendere forma dilungandosi più del dovuto in sequenze decisamente troppo verbose che aggiungono poco al clima ferreo, ma al contempo fragile, della Turchia che il regista vuole imprimere sullo schermo. Anche il gioco di riflessi e scambi di ruolo tra gli uomini padroni della città e le donne al loro servizio rischia di risultare sterile, scadendo spesso in una tematizzazione piuttosto banale e grottesca non all'altezza dei momenti più riusciti. Gli echi dello stile di Nuri Bilge Ceylan sono più che presenti anche se Emin Alper è ancora lontano dalla compattezza e cura formale del suo connazionale. Presentato in concorso al Festival di Berlino 2019.
Maximal Interjector
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