La locandina del film "L'altro delitto"
Una scena di "L'altro delitto"

Nel 1949, il compositore Roman Strauss (Kenneth Branagh) viene giustiziato per l'omicidio della moglie Margaret (Emma Thompson), uccisa con un paio di forbici. A distanza di quarant'anni, a Los Angeles, una donna (Emma Thompson) afona e senza memoria a causa di un trauma, è aiutata dall'investigatore Mike (Kenneth Branagh) a ritrovare la propria identità, con l'aiuto di un ipnotista antiquario (Derek Jacobi).

Per la sua seconda regia, Branagh sceglie di calarsi in un thriller dalle atmosfere hitchcockiane. Lo scorrere delle notizie sui giornali dei titoli di testo, così come la colonna sonora, omaggia esplicitamente il maestro del brivido e le partiture di Bernard Herrmann. Il dramma si sviluppa in un gioco tra passato (reso con un bel bianco e nero) e presente (realizzato a colori): l'autore mescola con sapienza le componenti del mystery con alcuni elementi della commedia rosa, del noir, del genere drammatico, gestendo con equilibrio la suspense. Emma Thompson e Kenneth Branagh sono credibili e naturali, Derek Jacobi risulta lucidissimo e ricercato, mentre Robin Williams è piacevolmente dissonante nei panni di uno psichiatra caduto in rovina. La regia si adatta con maestria ai diversi registri adottati, lavorando, per esempio, con sguardi rubati e ombre nei momenti più vicini al noir e con leggerezza in quelli più romantici. Un film più che discreto, in cui la valenza psicologica e il tema del doppio sono affrontati con intelligenza. Con un po' più di coraggio narrativo poteva essere ancora più interessante.

Nei cinema

In TV

In streaming