La locandina del film "Amore, cucina e curry"

Amore, cucina e curry

The Hundred-Foot Journey

La famiglia Kadam ha perso il ristorante di Mumbai (e la madre) a causa di una rivolta popolare e si trasferisce in Europa in cerca di fortuna. Il testardo e maturo padre (Om Puri) decide di rilevare un locale in un tranquillo paesino del Sud della Francia, ma non ha fatto i conti con il dirimpettaio Le Saule Pleureur, il ristorante stellato diretto dall'implacabile Madame Mallory (Helen Mirren).

Fanatico della lacrima a tutti i costi, cantore inesausto di storie d'amore e affetti struggenti ma edificanti, Lasse Hallström costruisce senza pudore anche Amore, cucina e curry, come un'operetta morale dai risvolti stucchevoli. Un catalogo di ovvietà, dalla contaminazione tra cucina indiana e francese che, naturalmente, porta al risultato ottimale, alla duplice storia d'amore, al mondo dorato degli chef superstar descritto come freddo e inautentico in confronto al genuino calore della famiglia. La Francia del Sud da cartolina che, improvvisamente e immotivatamente, si accende di cieca violenza razzista per poi tornare a pacificarsi in un caloroso abbraccio ricorda da vicino, anche per inverosimiglianza, quella di Chocolat (2000), precedente lungometraggio dello stesso regista.

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