La locandina del film "Annabelle 2: Creation"

Dopo la distruzione dell’edificio in cui vivevano, alcune orfanelle vengono accolte nell’imponente abitazione di un costruttore di bambole e di sua moglie (Anthony LaPaglia e Miranda Otto). Qui scopriranno un terribile mistero collegato alla morte della giovane figlia dei due proprietari della casa.

Prequel di Annabelle (2014) di John R. Leonetti, il film riporta sul grande schermo l’inquietante bambola che aveva fatto la sua prima comparsa al cinema ne L’evocazione – The Conjuring (2013) di James Wan. Questa volta si scoprono le origini della bambola e la genesi della sua possessione. Il cambio in cabina di regia da Leonetti a Sandberg (fattosi conoscere con l’esordio Lights Out – Terrore nel buio del 2016) ha fatto bene alla saga ed è piuttosto evidente il passo in avanti compiuto da questo secondo capitolo. Come per la sua opera prima, Sandberg gioca efficacemente con le luci e le ombre, dimostra di avere una buona mano e nella prima parte riesce a regalare più di un brivido e a creare un’inquietante atmosfera che ruota attorno alla casa del costruttore di bambole. Peccato, però, che, come per molti film recenti dello stesso genere, col passare dei minuti le emozioni vengano meno e già nella parte centrale iniziano a prendere piede cliché e svolte narrative che sanno di già visto. Nonostante i numerosi limiti, a ogni modo, resta un onesto horror girato più che discretamente e capace di regalare più di una sequenza da ricordare al termine della visione.

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