La locandina del film "Basquiat"
Una scena di "Basquiat"

Ritratto dell'artista Jean Michel Basquiat (1960-1988), spirito libero e autodistruttivo protagonista di un radicale rinnovamento pittorico nella brulicante New York degli anni '80.

Pittore, regista e sceneggiatore statunitense, Julian Schanbel ha trovato negli eccessi e nella complessa personalità del geniale Basquiat una fonte di ispirazione a lui congeniale per esordire dietro la macchina da presa. Il film riesce bene a cogliere lo spirito eclettico e sfuggente dell'artista, ancora oggi oggetto di approfonditi studi, che ha attraversato il panorama culturale newyorkese come una sfavillante meteora, capace di rivoluzionare i canoni pittorici attraverso la dirompente forza comunicativa dei graffiti come strumento per manifestare le proprie inquietudini. Pur mantenendosi entro i consolidati canoni del biopic convenzionale, la pellicola ha grinta ed energia, riuscendo nel non facile compito di restituire un quadro d'insieme che va al di là del ritratto individuale per approfondire anche l'ambiente underground sullo sfondo. Toccante la sequenza del monologo sul genio incompreso («Nessuno vuole appartenere a una generazione che ignora un altro Van Gogh»), in cui emerge l'animo sognante del protagonista nell'immagine dei surfisti nel cielo sopra Manhattan. Manca un ampio respiro cinematografico che possa coinvolgere anche chi non sia un fan dell'artista. Riuscite le caratterizzazioni di contorno, tra cui spicca l'Andy Warhol interpretato da David Bowie. Cameo di Vincent Gallo nella parte di se stesso, co-fondatore insieme a Basquiat e altri quattro amici della band musicale Gray.

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