La bella e la bestia

Beauty and the Beast

Belle (Emma Watson) vive in un piccolo paesino della Francia con il padre, l’inventore Maurice (Kevin Kline). Costretto a partire per un viaggio di lavoro, l'uomo si smarrisce nel bosco e cerca riparo in un castello, dove vive un principe (Dan Stevens) tramutato da un sortilegio in una bestia spaventosa. Belle prenderà il suo posto: riuscirà a rompere l’incantesimo innamorandosi della Bestia?

Adattamento live action di uno dei più grandi cult del cinema d’animazione (1991), il film diretto da Bill Condon e scritto da Stephen Chbosky è un gelido e fin troppo calcolato tentativo di portare sul grande schermo la magia della pellicola animata. Emma Watson è incantevole nei panni di Belle, come del resto è apprezzabile la prova di Luke Evans nel ruolo del becero, nerboruto e arrogante Gaston, cui è stato abbozzato un passato militare per motivarne alcuni atteggiamenti. Come già tentato per il pessimo Maleficent (2014), infatti, anche in questo caso si tenta di scavare nel background dei personaggi, aggiungendo dettagli sulle loro vite ma riuscendo solamente a ottenere flashback o sequenze intrise di retorica a tratti insostenibile; addirittura viene forzatamente inserito nella narrazione un bibliotecario di colore in un piccolo paesino francese in epoca precoloniale. La scena del ballo, fiore all’occhiello del film d’animazione, è appiattita e totalmente priva di meraviglia, come del resto risultano le altre due sequenze cardine dell’opera: la cena e l’ingresso in biblioteca. Il doppiaggio italiano demolisce inoltre dialoghi e testi delle canzoni, quasi tutti modificati rispetto al Classico, eccezion fatta per il brano La Bella e la Bestia, anche se chiaramente resta di gran lunga migliore la versione originale cantata da John Legend e Ariana Grande. Nota positiva, il cast di doppiatori originali, tutti di primo livello: Ewan McGregor è Lumière, Ian McKellen è Tockins, Emma Thompson è Mrs. Bric, Stanley Tucci dà la voce al pianoforte Cadenza. Ma non è sufficiente, come del resto non possono bastare gli impeccabili costumi e una resa visiva senz’anima. Si partecipa poco, ci si emoziona meno, si sbadiglia molto.

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Dal 16 marzo 2017

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