La locandina del film "Bene ma non benissimo"

Candida (Francesca Giordano), adolescente paffutella e orfana di madre che vive in un piccolo paese del sud, è costretta a trasferirsi a Torino con il padre: dovrà affrontare la sfida dell'integrazione in una nuova città e in una nuova scuola a metà dell'anno scolastico.

L’attore Francesco Mandelli, famoso per la grottesca e sboccata maschera di Ruggero De Ceglie de I soliti idioti, torna alla regia con una pellicola che punta su tonalità più delicate e su una storia di formazione dai contorni adolescenziali, decisamente diversa dal suo esordio La solita commedia – Inferno (2015). Sposando lo sguardo della sua protagonista, una ragazzina sovrappeso che vive a Terrasini (paese a 30 chilometri da Palermo) e che sconterà gli strascichi e i mutamenti di un trasferimento torinese non privo di conseguenze, Mandelli si dedica a una vicenda narrata con sincerità ma anche con piglio esile e annacquato, che procede banalmente per stereotipi e contrapposizioni Nord-Sud e si adagia pigramente sui più prevedibili canoni del cinema per ragazzi, senza produrre spunti o guizzi degni di nota. Il candore di partenza rischia dunque, e a più riprese, di scadere nello stucchevole, nonostante la freschezza delle situazioni e dei giovani attori. Il giovane Yav Shevchenko, nonostante la fede rossonera del regista, non c’entra nulla con l’indimenticato bomber ucraino del Milan. Il titolo viene dal brano tormentone del rapper Shade, più volte citato dalla protagonista. Nato da un’idea dell’attore Fabio Troiano, che sceneggia insieme a Vincenzo Terracciano e Laura Sabatino.

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