La locandina del film "Bleed – Più forte del destino"

Bleed – Più forte del destino

Bleed for This

Una scena di "Bleed – Più forte del destino"

Vinny “Paz” Pazienza (Miles Teller) vince il titolo mondiale di pesi superleggeri nel 1991, ma è costretto a rinunciarvi a causa di un gravissimo incidente stradale che lo coinvolge insieme a un amico. Dopo mesi di convalescenza in ospedale, fa ritorno a casa con un collare medico fisso: contro il parere dei medici, comincerà un durissimo allenamento per tornare sul ring e riprendersi il titolo.

Prodotto da Martin Scorsese e spacciato per una pellicola che guarda ai fasti di Toro scatenato (1980), Bleed – Più forte del destino è in realtà un canonico biopic con toni da commedia folkloristica. Diretto da Ben Younger (già regista del mediocre Prime, 2005), il film procede per episodi: dalla sofferta conquista del titolo ai siparietti famigliari dei Pazienza, fino al duro allenamento che, perlomeno, ha il pregio di non ricalcare troppo lo stile dei classici del genere (vedi Rocky di John G. Avildsen, 1976), puntando su realismo e personaggi secondari (ottima la prova di Aaron Eckarth nei panni dell’allenatore alcolizzato, Kevin Rooney). Tuttavia, il difetto maggiore risiede probabilmente in un protagonista e in una storia che sanno troppo di già visto; e un Miles Teller ai minimi termini non agevola, anzi accentua la mancanza costante di ritmo. Presentato in anteprima al Telluride Film Festival e successivamente al Toronto International Film Festival. Musiche di Julia Holter.

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