La locandina del film "Boy Erased – Vite cancellate"

Boy Erased – Vite cancellate

Boy Erased

Dopo una violenza subita al college, il diciannovenne Jared (Lucas Hedges) trova la forza di comunicare ai genitori di essere attratto da altri uomini. Il padre, Marshall (Russell Crowe), pastore battista dalla rigida educazione cattolica, non riesce ad accettare il coming out del figlio, mentre la madre, Nancy (Nicole Kidman), si dimostra più tollerante. Obbligato a mettere in discussione la propria natura, Jared è costretto a sottoporsi a una terapia di rieducazione sessuale nella comunità di recupero gestita dal terapeuta Victor (Joel Edgerton), chiamata "Love in Action".

A tre anni dal thriller Regali da uno sconosciuto – The Gift (2015), suo lungometraggio d'esordio, Joel Edgerton cambia registro scrivendo e dirigendo un dramma biografico che si concentra su alcune tipiche conflittualità adolescenziali senza perdere mai di vista i temi più ampi dell'accettazione della diversità e del desiderio di non snaturare la propria identità, al di là di qualsiasi forma di pregiudizio. Basandosi sulla storia vera di Garrard Conley, raccontata nel suo libro di memorie Boy Erased. Vite cancellate, Edgerton dà corpo al percorso di vita del protagonista in un crescendo narrativo che spinge sul pedale del pathos con un pudore che, però, impedisce una piena partecipazione emotiva. Senza dilungarsi in descrizioni ambientali accessorie, il film riesce comunque a non perdere mai di vista il proprio focus tematico, sia quando descrive il luogo di "conversione", restituito come un aberrante campo di addestramento per il corpo e l'anima di ascendenza militare, sia quando mette in scena il rapporto tra Jared e i propri genitori (principale punto di forza della pellicola). Se il soggetto di base è interessante e i personaggi principali ben approfonditi, il film pecca di troppe semplificazioni nell'interazione Jared e gli altri ragazzi della comunità, tra cui si segnala anche la presenza di Xavier Dolan, celebre regista canadese che veste qui i panni di un coetaneo del protagonista. Un andamento troppo ridondante, inoltre, limita troppo il coinvolgimento dello spettatore. Edgerton dimostra di avere una mano registica educata, ma gli manca sempre il guizzo per poter rendere le sue sequenze realmente emozionanti.

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