La locandina del film "The Bye Bye Man"
Una scena di "The Bye Bye Man"

Tre studenti universitari si trasferiscono in una vecchia dimora fuori dal loro campus. Ben presto si troveranno ad avere a che fare con un’entità soprannaturale chiamata "The Bye Bye Man": le scoperte agghiaccianti e i rumori tetri e inquietanti non tarderanno ad arrivare, mettendo in pericolo le vite di tutti.

Solito horror adolescenziale che inanella dozzine di cliché uno sull’altro nella speranza, vana e puntualmente fallimentare, di far paura giocando sull’accumulo anziché su uno studiato uso del non detto, del fuori campo, di ciò che sarebbe autenticamente temibile e agghiacciante al di là di un telefonato spavento schiaffato in faccia allo spettatore. Il mantra "non dirlo, non pensarlo”, trovato scritto su un foglio da uno dei protagonisti, non è caricato di alcuna valenza metaforica in rapporto all’evocazione del mostro (la deformità come impossibilità di dare una forma concreta alle proprie insicurezze), ma è subito sprecato per scatenare il demone, nella maniera più prevedibile e desolante possibile. La regista Stacy Title non apporta alcuno scarto in più rispetto a un immaginario già codificato, tra simboli elementari (le monete che rappresentano il potere della sorte e del denaro), inquadrature vetuste e convenzionali e sedute spiritiche improbabili. Assolutamente risibile l’andamento investigativo della vicenda, imbarazzante bignamino di cinema horror anni ’80 che accosta il body counting ad Aristotele, le magliette dei gruppi Eighties alle ricerche in biblioteca che tutto chiariscono e risolvono. Pessima apparizione di Carrie Ann-Moss nei panni di una poliziotta e ancor più risibile cameo di Faye Dunaway. Da evitare.

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Dal 19 aprile 2017

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