La locandina del film "Caccia al tesoro"
Una scena di "Caccia al tesoro"

Lo spiantato attore teatrale Domenico Greco (Vincenzo Salemme) ha un nipote di nove anni malato di cuore. Il bambino potrebbe salvarsi soltanto con una costosa operazione: per raccogliere i soldi necessari ci vorrebbe un miracolo di San Gennaro. E il miracolo arriva sotto forma di "autorizzazione" del patrono, che suggerisce ai fedeli di prendere uno dei gioielli della sua Mitra custodita insieme al famoso Tesoro nella cripta della chiesa.

Uno dei film più ispirati dei fratelli Vanzina del nuovo millennio, Caccia al tesoro è un discreto omaggio alla città di Napoli e ai suoi costumi, che non sfocia nella volgarità e la pochezza spesso volgare delle pellicole dei due registi e si mantiene sul registro della leggerezza garbata, riuscendo anche a regalare qualche sorriso. L’ispirazione evidente arriva da Operazione San Gennaro (1966) di Dino Risi ma, nonostante la maggior parte dei passaggi di sceneggiatura appaiano prevedibili, il film non stanca e ci sono alcune trovate degne di nota: l’idea di trasformare il genere del “cinema di rapina” in una farsa non è nuova, eppure il lungometraggio si mantiene abbastanza brillante per quasi tutta la durata. Certo, molte gag che hanno a che fare con il calcio e l’attualità sono fiacche e banali, ma i personaggi non sono scritti malaccio e l’accoppiata Buccirosso-Salemme questa volta funziona.

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Dal 23 novembre 2017

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