La locandina del film "Charlot"
Una scena di "Charlot"

L'editore George Hayden (Anthony Hopkins) incontra in Svizzera l'ormai settantenne maestro del cinema comico e muto Charlie Chaplin (Robert Downey Jr.). Rileggendo la sua biografia, vuole chiarirne alcuni punti che per lui sono stati tralasciati, soprattutto per quanto riguarda la vita privata in confronto a quella pubblica e artistica di cui tutti sono a conoscenza. L'analisi del manoscritto è il pretesto per rivedere tutta la storia del cineasta.

Sogno nel cassetto del regista Attenborough, la pellicola è liberamente tratta da due libri La mia autobiografia, composta dallo stesso Chaplin, e Chaplin: la sua vita e l'arte di David Robinson, scremati con l'intento di mettere in risalto gli aspetti della vita personale dell'attore-regista. In quest'ottica, scandali sessuali, cambi di compagne, maccartismo esasperato e dedizione al lavoro del protagonista sono collegati fra loro attraverso l'uso di tendine che rimandano a un modo di fare cinema tipico dell'indimenticabile Charlot. Si vede poco dell'opera di Chaplin ma quando nella scena finale, di fronte a un vecchissimo e commosso protagonista, vengono proiettate alcune scene dei suoi film più importanti, per lo spettatore significa quasi una liberazione, come se fosse rimasto in silente attesa per i 120 minuti aspettando questo momento. Peccato per qualche momento di stanca incontrato lungo il percorso (la parte centrale, soprattutto, è un po' prolissa), ma è un biopic sentito e appassionato, adatto sia ai fan dell'immortale autore di Tempi moderni (1936), sia ai neofiti interessati a conoscerlo meglio. Eccezionale Robert Downey Jr. nell'interpretazione più intensa e complicata della sua intera carriera. Colonna sonora di John Barry; fotografia di Sven Nykvist.

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