La locandina del film "Christiane F. – Noi i ragazzi dello zoo di Berlino"

Christiane F. – Noi i ragazzi dello zoo di Berlino

Christiane F. – Wir Kinder vom Bahnhof Zoo

Una scena di "Christiane F. – Noi i ragazzi dello zoo di Berlino"

Christiane F. (Natja Brunckhorst) è una tredicenne che vive in un quartiere dormitorio di Berlino. Insieme agli amici frequenta la discoteca Sound, dove girano dosi massicce di droga. Innamorata dello sbandato Detlef (Thomas Haustein), cadrà anche lei nel tunnel della tossicodipendenza.

Discreta trasposizione del romanzo autobiografico di culto firmato Christiane Felscherinow. Uli Edel snellisce di molto il racconto della protagonista, e gira un film molto meno affascinante della matrice letteraria di provenienza, che raccontava un universo allo sbando e del tutto ingestibile. La riduzione cinematografica, però, è efficace e funziona: è vero, manca la vertigine verso il totale dissodarsi da sé che anima ogni pagina del libro, ma il talento della protagonista Brunckhorst e una certa aderenza nelle atmosfere fanno sì che la pellicola rappresenti, comunque, una documentazione parecchio incisiva degli anni in cui tossicodipendenza (e anche prostituzione) faceva troppo spesso rima con gioventù. Cameo di David Bowie nei panni di se stesso in concerto.

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