La locandina del film "Coco"

Coco

Coco

GENERE:

Animazione

NAZIONE:

Usa

Anno:

2017

Durata:

109 min

Formato:

col

Il dodicenne Miguel vorrebbe immergersi nei festeggiamenti del Día de los muertos strimpellando la sua chitarra, ma sulla famiglia Rivera aleggia una maledizione che impedisce ai componenti di imbracciare strumenti musicali. Il divieto, imposto decenni prima da una lontana parente, non frena però la passione di Miguel, che venera il cantante Ernesto de la Cruz, massima icona canora del suo paese ed eroe nazionale, a tal punto da voler diventare in tutto e per tutto come lui...

Coco, divenuto in breve tempo il film più visto della storia del Messico, è un omaggio appassionato e scrupoloso alla cultura messicana, che ne rispetta al cento per cento la travolgente solarità ma anche il legame fortissimo con il mondo dei defunti e la fascinazione per l’aldilà: uno spunto insolito e interessante, stimolante e tutt’altro che banale, attraverso il quale la Pixar ha modo di confrontarsi con temi molto impegnativi come il valore della vita oltre la morte, il dramma della perdita, il legame con il proprio passato familiare, l’importanza, allo stesso tempo imprescindibile e castrante, della tradizione da cui si proviene (e sono diversi anche i possibili collegamenti con la politica di Trump). Un bagaglio di spunti sviluppati in maniera coinvolgente e spettacolare da un film d’animazione colorato e commovente, magico e lugubre, che dà voce ai desideri e all’ostinazione del suo protagonista dodicenne attraverso una narrazione piena di sorprese pirotecniche, sfide a suon di note, colpi di scena che invitano a riflettere sulle trappole della fama e del successo, oltre che sui lati oscuri delle aspirazioni fuori controllo. Lee Unkrich, il regista di Toy Story 3 – La grande fuga (2010), è passato attraverso molte difficoltà produttive e non solo, come l’iniziale sollevazione della comunità latina contro la Disney per il titolo “Dia de los muertos” e la cancellazione nelle proiezioni americane di una featurette di Frozen dedicata a Olaf in apertura di Coco, ma è riuscito comunque a dar vita a un progetto all’altezza della caratura della Pixar, in cui gli elementi di riflessione sono in totale equilibrio con lo stupore di grandi e piccini e i modelli visivi e tematici precedenti (gli scheletri di Ray Harryhausen e Tim Burton, ad esempio) sono emulati in modo innovativo e personale. Non mancano alcuni passaggi prevedibili e qualche risvolto macchinoso, ma Coco, pur non raggiungendo i medesimi, strabilianti risultati, si inscrive nel solco di Inside Out (2015) e di Up (2009), nella loro mirabile fusione di testa e cuore, di lacrime difficili da arginare e nuove consapevolezze da agguantare. Hector, doppiato in originale da Gael Garcia Bernal, è un altro personaggio struggente che si aggiunge alla sterminata galleria della Pixar e che non si dimentica. Musiche di Michael Giacchino. Nella versione italiana, la canzone sui titoli di coda, Ricordami, è cantata da Michele Bravi, mentre nonna Coco è doppiata da Mara Maionchi.

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