La locandina del film "Dark Night"
Una scena di "Dark Night"

In una cittadina americana, sei giovani sconosciuti trascorrono una giornata all'insegna della quotidianità. Di sera, la sorte li farà incontrare casualmente nel medesimo multisala dove uno di loro ha intenzione di compiere una terribile strage.

Ispirato al triste fatto di cronaca nera avvenuto a Denver durante la proiezione de Il cavaliere oscuro – Il ritorno (2012), Dark Night (titolo che è un'intelligente assonanza di quello originale del film di Nolan, The Dark Knight Rises) è un lavoro ipnotico e disturbante, mirato a restituire uno spietato ritratto di un'angoscia generazionale vittima di una drammatica assenza di punti di riferimento più che a ricostruire la tragedia che si è consumata realmente. I giovani protagonisti del film conducono vite ripetitive e alienate, circondati da un vuoto esistenziale (collettivo prima ancora che individuale) senza speranza e incapaci di trovare un proprio “posto” persino sul web, dove anche le street views di Google Maps rispecchiano una civiltà completamente cristallizzata e priva di stimoli. Da questo clima paradossale prendono piede le numerose sparatorie che affollano costantemente i notiziari, covate a lungo sotto una placida apparenza, per poi emergere improvvisamente con tutta la violenza del caso. Tim Sutton, in maniera sapiente e indovinata, firma un'opera antinarrativa (a tratti documentaristica) cercando di immedesimare il pubblico nel contesto di appartenenza, ancor prima di denunciare le cause pragmatiche della piaga in questione. Un lavoro solido e incalzante che restituisce a più riprese un clima di tensione e terrore crescenti, capace di inquietare e di sviluppare riflessioni mai banali e sempre lucide sul perturbante che si annida nella provincia americana (e non solo). Presentato nella sezione Orizzonti alla Mostra del cinema di Venezia 2016.

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Dal 1 marzo 2018

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