La locandina del film "Dobbiamo parlare"
Una scena di "Dobbiamo parlare"

Vanni (Sergio Rubini) e Linda (Isabella Ragonese) convivono in un elegante appartamento romano. Si dedicano alle loro attività intellettuali e sono molto amici di una coppia appena scoppiata a causa di un tradimento, costituita dal chirurgo Alfredo (Fabrizio Bentivoglio) e dalla dermatologa Costanza (Maria Pia Calzone).

Una sorta di rivedibile risposta italiana a Carnage (2011) di Roman Polanski, che attraverso l'incontro-scontro di due coppie paradigmatiche vorrebbe smascherare le poche virtù e i tanti vizi dell'Italia contemporanea. Peccato però che, nonostante un paio di battute divertenti, il kammerspiel coniugale di Rubini sia ancora fermo al dualismo macchiettistico tra destra e sinistra, con tanto di immancabili stereotipi sull'una e sull'altra fazione (i sinistrorsi radical chic che si alzano tardi e vivono negli attici, i destrorsi sgradevoli riccastri senza scrupoli e tempo per gli affetti), in un gioco al massacro ipocrita e fasullo. Isterismi gratuiti e un gran proliferare di crisi di nervi, al servizio di una scrittura spesso grossolana. Conclusione imbarazzante, che prima degenera in un caos incredibile, poi accenna a un ricongiungimento e infine non se la sente di lanciarsi in un ipocrita happy end e fa di nuovo retromarcia, minando alla base qualsiasi residuo di credibilità. Il milanese Bentivoglio recita in romanesco verace dall'inizio alla fine: davvero troppo.

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