La locandina del film "Dredd – La legge sono io"
Una scena di "Dredd – La legge sono io"

In un XXII secolo devastato dalla guerra nucleare, l'integerrimo giudice Joseph Dredd (Sylvester Stallone) viene accusato di un omicidio che non ha commesso. Condannato all'ergastolo, verrà aiutato dalla collega Hershey (Diane Lane) e scoprirà i loschi piani del criminale Rico (Armand Assante).

Tratto dai fumetti di John Wagner e Carlos Ezquerra e diretto dall'inglese Danny Cannon, Dredd – La legge sono io è un innocuo divertissement tutto muscoli e armi da fuoco, che rubacchia dall'immaginario fantascientifico post-moderno (i giganteschi robottoni rimandano a Terminator di James Cameron, 1984). La sceneggiatura, firmata da William Wisher e Steven E. de Souza, cerca di arrabattarsi tra metafore scontate (la clonazione come presunzione dell'uomo che si eleva a Dio) e colpi di scena pseudo-biblici (Dredd e Rico, novelli Caino e Abele, si scoprono fratelli), ma le banalità abbondano e Sylvester Stallone, talmente serioso nelle sue sentenze da risultare patetico, è ai minimi storici. E il registro ironico, personificato da Rob Schneider (il galeotto Ferguson), non funziona affatto. Max von Sydow è il giudice Fargo, Joan Chen è Ilsa.

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