La locandina del film "L'esorcismo di Hannah Grace"

L'esorcismo di Hannah Grace

The Possession of Hannah Grace

Megan Reed (Shay Mitchell) si ritrova a lavorare durante il turno di notte all'obitorio, dove arriva un cadavere sfigurato. Bloccata da sola nei corridoi del seminterrato, Megan inizierà ad avere visioni terrificanti, cominciando a temere che il corpo possa essere stato posseduto da una forza demonica.

Diretto dall’olandese Diederik Van Rooijen, al suo debutto in lingua inglese, L’esorcismo di Hannah Grace propone una protagonista imbambolata e di rara insulsaggine, alla quale si tenta di attribuire, malamente e a forza, un passato traumatico fatto di disturbi personali legati alla gestione dello stress e dipendenza dallo Xanax. Una dimensione ansiogena che il film prova a intavolare coniugando l’ambientazione in obitorio e il ricorso al regno degli esorcismi, fallendo però tutti i suoi obiettivi in un tripudio di momenti scult (il gomitolo di lana introdotto dalla non morta Hannah Grace nel water in cui si trova Megan) e una quantità enorme di frangenti che raschiano il barile del ridicolo involontario, tra battute di quart’ordine, forzature vistose e jumpscare tirati via. La ragazza del titolo, morta in un rito demoniaco a seguito di un esorcismo non completato e dunque pronta a trovare un nuovo corpo, si presta a una dozzinale “riflessione” sulla frattura tra razionalismo e occulto, con esiti altrettanto sconfortanti per piattezza e banalità. Sceneggiato da Brian Steve, autore di due film della serie Boogeyman. Da evitare.

Nei cinema

Dal 31 gennaio 2019

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