La locandina del film "Falchi"

Peppe (Fortunato Cerlino) e Francesco (Michele Riondino) sono due poliziotti della sezione speciale della squadra mobile di Napoli. In sella alla loro moto, portano la legge tra i vicoli più malfamati della città, usando spesso metodi poco convenzionali. La loro vita viene però sconvolta da una tragedia personale e professionale.

Terzo lungometraggio di Toni D’Angelo, dopo Una notte (2007) e L’innocenza di Clara (2012), Falchi è un film che riprende stilemi e tematiche del cinema poliziesco italiano degli anni Settanta, declinati però con uno sguardo contemporaneo. I pregi stanno soprattutto nell’approfondimento sui due personaggi principali, poliziotti disillusi e pieni di ombre interiori contro le quali combattere: così, la divisione tra bene e male è ambigua e sottile in questa pellicola che sembra prendere spunto anche da alcuni gangster di Hong Kong del nuovo millennio. Se la traccia narrativa principale funziona, diversi limiti sono da annoverare invece ad alcune sottotrame piuttosto deboli (Francesco che vuole salvare una ragazza cinese) e vittime di diversi cliché. D’Angelo si muove efficacemente nel territorio del cinema di genere, ma non riesce ugualmente ad alzare la sua pellicola sopra la media: la colpa è soprattutto di una seconda parte che, sceneggiatura compresa, gira troppo a vuoto e ne risente anche una conclusione poco centrata. Lo stile c’è, ma manca il rigore narrativo e la tenuta è altalenante. Curiosità: Nino D’Angelo, padre del regista, ha firmato la colonna sonora e regala un breve cameo.

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Dal 2 marzo 2017

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