La locandina del film "Flatliners – Linea mortale"

La visionaria e ambiziosa studentessa Courtney Hall (Ellen Page) coinvolge un gruppo di compagni in una ricerca audace e pericolosa: riuniti in un laboratorio del seminterrato della facoltà, a turno i ragazzi lasciano che gli altri gli fermino il cuore. Immediatamente riconoscono gli effetti del "risveglio" sulle funzioni cerebrali, oltre alle potenzialità della scoperta scientifica. Ma al ritorno dall'altra dimensione, le giovani promesse della medicina cominciano a essere tormentate da orrende allucinazioni visive e uditive: l'esperimento volto a verificare l'esistenza dell'aldilà finisce per aprirne le porte e punire chi ha osato sconfinarvi.

Rifacimento di Linea mortale (1990) di Joel Schumacher, Flatliners – Linea mortale è un film che ha un senso soltanto nel soggetto accattivante, mentre qualsiasi sviluppo narrativo è forzato e sopra le righe. Dovrebbe essere un film che affascina e intrattiene, ma invece è soltanto un pastrocchio narrativo con le gambe corte, che diventa sempre più assurdo e respingente col passare dei minuti. Il regista Niels Arden Oplev, famoso per Uomini che odiano le donne (2009) tratto da Stieg Larsson, aveva già firmato una pellicola impresentabile qualche anno prima – Dead Man Down – Il sapore della vendetta (2013) – ma qui forse riesce anche a superarsi dando vita a un miscuglio delirante di horror e fantascienza, mai capace di far riflettere e, anzi, totalmente trascurabile e privo di qualsiasi spunto degno di tale nome. Come se non bastasse, è un film noiosissimo, di cui si può tranquillamente fare a meno. Anche il cast non ci crede praticamente mai.

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Dal 23 novembre 2017

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