La fornaia di Monceau
La boulangère de Monceau
1962
Paese
Francia
Generi
Drammatico, Sentimentale
Durata
23 min.
Formato
Bianco e Nero
Regista
Eric Rohmer
Attori
Barbet Schroeder
Michèle Girardon
Claudine Soubrier
Fred Junk
Studente in legge parigino (Barbet Schroeder) è attratto dalla bella Sylvie (Michèle Girardon). Superata l'iniziale timidezza, i due si accordano per un appuntamento ma la ragazza non si presenta. Il ragazzo, deluso, diventa abituale frequentatore del panificio in cui lavora Jacqueline (Claudine Soubrier) che si prefigge di sedurre. Ma un bel giorno ricompare Sylvie. Primo capitolo del ciclo dei Sei racconti morali, La fornaia di Monceau è uno dei titoli chiave per capire la poetica impressionista del suo autore nonché uno degli esempi più puri di Nouvelle Vague cinematografica. In soli ventitré minuti, Rohmer compone un quadro di cristallina semplicità, forte del rigore e della profondità della grande opera letteraria. Scevro da qualsiasi fraintendimento moralista, il film è una scheggia di realtà quotidiana in cui i personaggi analizzano i loro pensieri e la loro condizione esistenziale e spirituale senza intellettualismi né forzature ideologiche. Una finestra sulla vita (sentimentale) che scorre, in una Parigi minuziosamente ripresa in tutta la sua unicità. Il protagonista/narratore (Schroeder, doppiato in originale da Bertrand Tavernier) è il tipico personaggio maschile rohmeriano che fatica a controllare le proprie tentazioni e non sa gestire una situazione amorosa: la sua scelta comporta inevitabilmente una rinuncia e una amara delusione. Splendidi i due ritratti femminili, dipinti con notevole perizia. Prodotto con un budget irrisorio dalla Les Films du Losange, fondata nel 1962 da Barbet Schroeder e lo stesso Rohmer. Girato in 16 millimetri.
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