La locandina del film "Frankie"
Una scena di "Frankie"

Frankie (Isabelle Huppert), famosa attrice, riunisce forse per l’ultima volta la sua famiglia per una sorta di vacanza a Sintra, in Portogallo. Con lei ci sono il primo compagno, quello attuale, figli, figliastri e nipoti, oltre a un’amica (Marisa Tomei), anche lei che lavora nel mondo del cinema.

Dopo aver guadagnato un certo prestigio nel cinema indipendente americano, con I toni dell’amore – Love Is Strange (2014) e Brooklyn Village (2016), Ira Sachs firma un dramma collettivo (con alcuni passaggi da commedia) ambientato in Europa, che prova a descrivere complicati rapporti personali all’interno di un gruppo famigliare decisamente anticonvenzionale. Viene esplicitato fin dall’inizio che, per i tanti personaggi in scena, questa non si tratta di una normale vacanza, ma di una reunion famigliare che dovrebbe avere un senso molto più profondo. Peccato che Ira Sachs sembri interessato soprattutto a riprendere al meglio i paesaggi e i monumenti della bella Sintra, piuttosto che approfondire le figure in scena, dando vita a una fastidiosa e innocua cartolina turistica che, solo pretestuosamente, vorrebbe dare vita a qualcosa di più importante. Diversi i riferimenti al mondo del cinema (vengono citati Noah Baumbach e Star Wars, per esempio) in una pellicola che però non riesce ad allargare lo sguardo oltre il piccolo contesto che rappresenta. Sprecati gli attori. Presentato in concorso al Festival di Cannes 2019.

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