Fuoco fatuo
Le feu follet
1963
Paese
Francia
Genere
Drammatico
Durata
108 min.
Formato
Bianco e Nero
Regista
Louis Malle
Attori
Maurice Ronet
Léna Skerla
Pierre Moncorbier
Bernard Tiphaine
Bernard Noël
Jeanne Moreau
Alain Leroy (Maurice Ronet) è stato costretto a un periodo di disintossicazione dall'alcool, ma durante la permanenza in clinica si accentuano ancora di più in lui il male di vivere e il rifiuto verso le responsabilità dell'età adulta. Dopo aver fissato per il 23 luglio il giorno in cui suicidarsi con un colpo di pistola, decide di salutare un'ultima volta i compagni di un tempo, forse nel disperato tentativo di trovare una ragione di vita. Né le parole di chi ormai si è integrato nel ruolo imposto dalla società, né i discorsi con Eva (Jeanne Moreau) potranno procrastinare l'inevitabile epilogo. Grazie a una impeccabile, misurata e a suo modo straziante interpretazione di Ronet, il film di Malle aggiorna (appena) con successo il romanzo omonimo di Pierre Drieu La Rochelle che rifletteva, dal punto di vista di una destra più filosofica che politica, sui limiti dell'uomo, del suo arbitrio e della cessione delle libertà individuali in cambio dell'integrazione sociale. Senza cedere alcuno spazio al facile sentimentalismo, il regista si rifugia invece nell'elegia più asciutta immaginabile, raggelata da una elegantissima fotografia in bianco e nero (Ghislian Cloquet) e immersa in una Parigi concreta, dettagliata e animata da un giungla di oggetti e persone che quasi suscita nello spettatore un tedio simile a quello del protagonista. Le parole si mantengono in equilibrio tra l'inevitabile matrice letteraria e la concreta esigenza comunicativa, donando a monologhi e dialoghi quel tono elegiaco che, fin dalla prima inquadratura, accompagna la visione di questa marcia funebre guidata dal defunto (anche se il doppiaggio italiano inciampa in qualche errore). Esempio perfetto di come si possa con assoluta lucidità, anche formale, dissertare di autodistruzione e annichilimento volontari. Musiche di Erik Satie. Premio Pasinetti e Leone d'argento alla Mostra del Cinema di Venezia.
Maximal Interjector
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