La locandina del film "La gente che sta bene"

Umberto (Claudio Bisio) è un avvocato spregiudicato e di successo, sempre pronto a impegnarsi per se stesso, ma totalmente disattento nei confronti degli altri. Quando viene licenziato dal suo studio, la situazione sembra deporre a suo sfavore, ma solo per un momento: a una festa conosce Patrizio (Diego Abatantuono), un potente collega, che gli propone un posto prestigioso.

Tratto dal romanzo omonimo di Federico Baccomo, qui in veste anche di sceneggiatore, il film prova ad affrontare il tema della crisi e degli esodati, ma si incaglia presto in situazioni poco funzionali affossate in un clima che diventa sempre meno credibile, vanificando la potenza del racconto. L'oscillare continuo tra dramma e comicità manca di compattezza ed equilibrio, limitandosi a infilare una serie di scenette e gag per alleggerire la tensione che portano a divagare inutilmente rispetto al tema centrale. La scelta di Claudio Bisio nelle vesti del protagonista, inoltre, non si può dire felice, specialmente per quanto riguarda le parti drammatiche, forzate e poco sincere. Nel complesso, un'opera dalle ambizioni più elevate delle proprie possibilità, dalla confezione approssimativa e che finisce per assestarsi su un comodo binario populista.

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