La locandina del film "Gosford Park"
Una scena di "Gosford Park"

Una battuta di caccia organizzata da due nobili (Michael Gambon e Kristin Scott Thomas) si traduce in un intrigo alla Agatha Christie, in cui un omicidio compiuto fa degenerare tutti gli invitati in un caos all'insegna di sospetti e indagini.

Con alle spalle un'efficace sceneggiatura di Julian Fellowes premiata con l'Oscar, Robert Altman orchestra una delle sue più ispirate pellicole dell'ultimo periodo, lontano dall'essere lezioso nonostante la confezione impeccabile, magistralmente ricalcato sullo schema dei personaggi de La regola del gioco di Jean Renoir (1939). Una ronda di sottilissima profondità che dietro l'intreccio mistery da giallo classico intende squadernare una riflessione sui meccanismi che regolano l'interazione tra gli attori sociali di un'umanità nobiliare e sopraelevata e la corrispondente servitù, obbligata a essere loro subalterna. Un film irreprensibile, misurato e perfino divertente, nella maniera inusuale e senza fronzoli con la quale solo Altman può esserlo. Con una messa in scena fluida e avvolgente che non risparmia stoccate e sa sempre dove affondare la lama.

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