La locandina del film "Green Zone"

Green Zone

Green Zone

NAZIONE:

Francia, Gran Bretagna, Spagna, Usa

Anno:

2010

Durata:

114 min

Formato:

col

Iraq, 2003. Il maresciallo luogotenente Roy Miller (Matt Damon) è alla guida di una squadra che deve trovare le fantomatiche armi di massa possedute, secondo quanto sostenuto dal governo americano, da Saddam Hussein. Ma dopo che in poche settimane, per ben tre volte, le ricerche si sono risolte in un nulla di fatto, Miller inizia ad avere sospetti sulle informazioni ricevute e inizierà a porsi delle domande. Entrato in contatto con la CIA, il soldato scopre verità che sarebbero dovute restare nascoste.

Action movie con evidenti connotazioni politiche, il film di Greengrass è un atto d'accusa diretto e ficcante all'amministrazione Bush e al conflitto in Iraq, costruito a tavolino prendendosi gioco di civili e soldati. Il regista cerca di coniugare spettacolo e riflessione, ma pur confezionando almeno un paio di sequenze da antologia (il cielo di Baghdad sotto le bombe o l'inseguimento finale a piedi) a mancare è una coesione interna e il coraggio di esplicitare fino in fondo la propria indignazione. Temendo il rischio di apparire manicheo, Greengrass finisce per essere cerchiobottista denunciando anomalie e contraddizioni del sistema democratico, ma al contempo assolvendo forse con troppa disinvoltura i servitori di uno stato che opera attraverso bugie e manipolazioni. E anche lo stile frenetico e nervoso del cineasta britannico appare in questo caso poco azzeccato, compiaciuto e raffazzonato senza riuscire a restituire a pieno il senso di disorientamento dell'uomo contemporaneo dinnanzi a una realtà più complessa di quanto appaia, dominata da una frenesia ansiogena e da insicurezze. Ma tutto appare didascalico e poco sincero, raffazzonato e sostanzialmente innocuo. Scarso successo di pubblico.

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