La locandina del film "Guardiani della Galassia Vol. 2"

Guardiani della Galassia Vol. 2

Guardians of the Galaxy 2

Mentre sono alle prese con il mistero che avvolge le vere origini di Peter Quill (Chris Pratt), i Guardiani dovranno combattere per mantenere unita la propria squadra e per salvare le sorti della Galassia. Al fianco di Quill, una squadra già collaudata: il procione armato Rocket (la voce è quella di Bradley Cooper nella versione originale), Gamora (Zoë Saldaña) e Drax, il Distruttore (Dave Bautista), ai quali si va ad aggiungere l'albero antropomorfo Groot (doppiato da Vin Diesel) in versione baby.

Il secondo capitolo dei Guardiani della Galassia e delle loro avventure interspaziali, tratta dai fumetti di Dan Abnett e Andy Lanning, conferma le prerogative del primo episodio, che ne avevano determinato il successo planetario e il consenso pressoché unanime presso il grande pubblico, fatalmente sedotto da un misto irripetibile e travolgente di ironia e buddy movie in pieno stile Marvel. Sospeso tra avventura e parodia selvaggia, dell’immaginario dei supereroi e di quello dei film di fantascienza, e spaziando dall’uno all’altro senza soluzione di continuità, è un seguito che diverte e colpisce. Recuperando quasi un gusto sci-fi di vocazione camp anni ’60 e ‘70, decisamente in linea con il riuso di alcune canzoni di culto da parte della colonna sonora e sempre a portata di walkman, il sequel delle vicende di Peter Quill e soci sottolinea ancor di più gli elementi chiave del suo predecessore e confeziona uno spettacolo audiovisivo dotato di spiccato senso dell’avventura e dell’umorismo. L’estetica di riferimento continua a sembrare una versione più pop e sgargiante del primo Star Wars (1977) di Lucas, riletto come fosse un fumetto sboccato e caricaturale e premendo a mille sul pedale della satira, che arriva fino alle icone degli anni ’80 (il videogame Pacman, la serie Cin Cin). James Gunn si conferma uno smaliziato pioniere del blockbuster contemporaneo alternando allegramente comicità di grana grossa ed epicità altrettanto elettrizzante: soltanto in qualche isolato frangente l’ingranaggio comincia a mostrare qualche momento di stanca, anche per via della durata più diluita rispetto al film del 2014, ma si tratta di cali di ritmo ben lontani dal produrre delle effettive crepe nel racconto. Il meccanismo narrativo di Gunn è infatti anche stavolta opportunamente tirato a lucido e la decostruzione dell’immaginario della Marvel, insieme ai puntuali e ammiccanti omaggi sparsi a destra e a manca, è tanto gustosa quanto azzeccata. Un prodotto virtuoso, basato su un invidiabile e furbo mix di ingredienti dosati al millimetro. Il mantra «Io sono Groot» torna ad essere protagonista, per non parlare di una nuova esplosiva soundtrack ricalcata sul successo della precedente: in Awesome Mix Vol. II trovano infatti posto i Fleetwood Mac, Jay and the Americans, Cat Stevens, Looking Glass, George Harrison e Sam Cooke. Pirotecnico finale sulle leggendarie note di Father and Son. Irresistibile la presa in giro di David Hasselhoff, protagonista anche di un featuring con i The Sneepers (Guardians Inferno) ed efficaci le new entry di peso Kurt Russell, nei panni di Ego, e Sylvester Stallone. Solito imperdibile cameo di Stan Lee e ben cinque scene extra sui titoli di coda.

Nei cinema

In TV

In streaming