La locandina del film "Happy End"

Happy End

Happy End

GENERE:

Drammatico

NAZIONE:

Francia, Austria, Germania

Anno:

2017

Durata:

110 min

Formato:

col

Una scena di "Happy End"

Nei pressi di Calais, la vita della famiglia alto-borghese Laurent scorre apparentemente tranquilla, ma dietro alle rispettabili apparenze si nascondono svariate idiosincrasie.

«All around us, the world, and we, in its midst, blind». Con questo slogan di lancio, a cinque anni da Amour (2012), Michael Haneke torna con un impietoso ritratto di famiglia in un interno con un approccio cinico che, a volte, strappa anche qualche sorriso beffardo. L'idea di andare al di là della impeccabile apparenza borghese è condotta con rigore assoluto, ma non si può certo parlare di una intuizione molto personale. Ciascuno dei personaggi nasconde un proprio lato segreto (l'anziano capofamiglia interpretato da un superbo Trintignant, in primis) che si manifesta spesso in momenti spiazzanti, ma l'aspetto più riuscito del film è racchiuso nella scelta del regista austriaco di far emergere, con pochi dettagli, la cecità delle classi abbienti nei confronti del problema dell'immigrazione. L'asettica indifferenza dei Laurent sembra essere quella dell'Europa intera. Dopo un incipit di grande potenza, che lascia presagire un discorso forte sulla contemporaneità e le derive alienanti delle tecnologie digitali (suggerite anche dalla locandina), il film purtroppo rimane solo un compito perfettamente eseguito, dove Haneke inserisce qua e là elementi di stringente attualità (le riprese dello smartphone, le conversazioni via chat) ma non riesce a inserirli in un discorso più ampio o, quantomeno, realmente degno del suo nome. Non mancano, comunque, una serie di sequenze di grandissimo spessore, a partire dalla conversazione fra nonno e nipotina sul tema del suicidio e la seconda parte è nettamente in crescita rispetto a una prima fin troppo ostica e distaccata. Isabelle Huppert è Anne, Mathieu Kassovitz è Thomas, Toby Jones è Lawrence, mentre la piccola Eve, che assiste impassibile alle strane dinamiche che la circondano, è interpretata da Fantine Harduin. Presentato in concorso al Festival di Cannes.

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