La locandina del film "Incarnate"

Un ragazzino di 11 anni (David Mazouz) viene posseduto da un’entità demoniaca. Dopo molti tentativi falliti di esorcismo, interviene il dottor Seth Ember (Aaron Eckhart) con il suo metodo peculiare: per scacciare il demone, Ember deve entrare nella mente della vittima e combatterlo dall’interno.

Ennesimo tentativo di rivitalizzare l’abusatissimo filone degli exorcist-movies inserendo un elemento nuovo (il gioco mentale come in Inception di Christopher Nolan), Incarnate non fa altro che riciclare i soliti urlacci, spaventi e ragazzini dagli occhi iniettati di sangue per sfinire lo spettatore con noia e brutti effetti speciali. Le sequenze “dentro la mente” sono debitrici di un immaginario, più che orrorifico, fantascientifico già stravisto (da Strange Days del 1995 a Matrix del 1999) e la sceneggiatura contamina maldestramente traumi infantili, allusioni religiose e bizzarre teorie psichiche in un calderone a tratti incomprensibile. Eckhart si impegna, ma la bruttezza di prodotto e confezione ha la meglio su ogni sforzo. Un altro pasticciato horror demoniaco destinato a cadere nel dimenticatoio in cui molti l’hanno preceduto.

Nei cinema

In TV

In streaming