La locandina del film "Inside Man"
Una scena di "Inside Man"

Insieme ad alcuni complici, il ladro Dalton Russell (Clive Owen) organizza un colpo in una banca. Quando la rapina si trasforma in un assedio con decine di ostaggi, il detective Keith Frazier (Denzel Washington), desideroso di mettersi in mostra come negoziatore, interviene insieme a Madeleine White (Jodie Foster), esperta di mediazioni ad alto livello assunta dal banchiere Arthur Case (Christopher Plummer).

Spike Lee si piega alle più stringenti maglie del cinema di genere, confezionando un solido e convincente caper movie ("film del colpo grosso") dagli elementi accuratamente organizzati: un protagonista carismatico, un caveau inaccessibile, un piano perfetto, un degno antagonista, una punizione da scontare. Ma come l'ambiguo Dalton Russell, anche il regista gioca con lo spettatore e, grazie alla perfetta sceneggiatura di Russell Gerwitz, procrastina lo scioglimento, invitando a trarre conclusioni ingannevoli e omettendo dettagli fondamentali: qual è il bottino? Quanti sono i ladri? Perché hanno scelto proprio quella banca? Un film senza punti deboli, forse meno autoriale rispetto ad alcune opere precedenti di Lee, ma ripulito da istrionismi registici e discorsi a tesi. Il risultato – nella sua assenza di conflitto tra il ladro e il poliziotto, nella chiara indicazione (forse un po' eccessiva e risalente ai peccati originali del Novecento) sui veri cattivi della Storia (al netto di crisi mondiali e Occupy Wall Street ancora da venire) e nell'affettuoso omaggio a Quel pomeriggio di un giorno da cani (1975) di Sidney Lumet – si dimostra purissimo e coerente. Per di più, è anche una notevole riflessione sulla crisi d'identità nell'America del post-11 settembre, in cui l'incapacità di riconoscere tra uomini onesti e criminali (brillante la trovata di vestire tutti nello stesso modo per confondere le acque) porta al panico e al caos. Enorme successo al botteghino e interpretazioni da manuale. Willem Dafoe è il capitano John Darius. Musiche di Terence Blanchard, fotografia di Matthew Libatique.

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