La locandina del film "L'insulto"
Una scena di "L'insulto"

Toni (Adel Karam) e Yasser (Kamel El Basha), rispettivamente libanese cristiano e profugo palestinese, finiscono in tribunale a seguito dell'aggravarsi di offese e azioni lesive iniziate con un "semplice" insulto. Non è facile intuire chi sia vittima e chi colpevole: il caso assume una portata mediatica sempre maggiore, sino a diventare una vera e propria questione di Stato.

Cercando di fotografare la complessa situazione libanese e la perenne tensione che si respira a causa della notoria avversione tra i popoli che abitano quelle terre, Ziad Doueiri costruisce una parabola calzante non tanto del conflitto storico quanto di quello umano. L'insulto è infatti interessato prima di tutto a comprendere cosa spinga gli esseri umani a dar vita alle guerre: esemplare, in tal senso, l'ambientazione in un tribunale nel quale i protagonisti vengono giudicati per le loro colpe, con la corte impegnata a stabilire chi ha ragione e chi torto, come se la Storia potesse essere racchiusa e analizzata in aula. Gli elementi per firmare un buon film ci sarebbero tutti, a cominciare da uno scheletro narrativo solido e funzionale che poco alla volta restituisce un climax dalle proporzioni sempre maggiori; tuttavia non tutte le piste aperte vengono approfondite a sufficienza (il rapporto tra i diversi avvocati, la tensione generazionale, lo scontro tra passato e presente) e, a conti fatti, la carne al fuoco risulta decisamente eccessiva. Doueiri rischia così di perdersi tra le troppe pieghe del suo progetto e l'estetica televisiva e retorica all'interno della quale decide di raccontare le vicende mette a dura prova la pazienza dello spettatore. Il bravo attore Kamel El Basha ha vinto la Coppa Volpi alla Mostra di Venezia 2017.

Nei cinema

Dal 6 dicembre 2017

In TV

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