La locandina del film "Justice League"

Il mostruoso combattente Steppenwolf (Ciarán Hinds), generale della razza aliena dei Nuovi Dei del pianeta Apokolips, invade la Terra con il suo esercito di Parademoni alla ricerca di tre Scatole Madri, custodite da Amazzoni, Atlantidei e umani, che sono fonte di potere assoluto. Batman (Ben Affleck), segnato e al tempo stesso motivato dal gesto sacrificale di Superman (Henry Cavill), istituisce un team di metaumani per contrastare la minaccia appena sopraggiunta. Ma questa lega di eroi senza precedenti, che oltre al vigilante di Gotham City vede uniti Wonder Woman (Gal Gadot), Flash (Ezra Miller), Aquaman (Jason Momoa) e Cyborg (Ray Fisher), potrebbe non bastare per salvare il pianeta...

«Non si può salvare il mondo da soli». Ispirato all'omonimo gruppo di supereroi creato dallo sceneggiatore Gardner Fox nel 1960 e quinto film del DC Extended Universe, Justice League racchiude in sé tutto l'immaginario costruito dal regista Zack Snyder nelle sue passate esperienze nei comic-movie. Attingendo nella prima parte, fin dai titoli di testa, alle crepuscolari atmosfere di Watchmen (2009) per poi approdare in maniera frettolosa ai debordanti e parossistici scontri in stile Batman v Superman: Dawn of Justice (2016), il film cerca di porsi come grande affresco epico partendo da un gruppo eterogeneo di supereroi che mettono in luce un proprio lato vulnerabile nella loro dimensione privata, in primis il tormentato Bruce Wayne su cui grava costantemente la presenza di Clark Kent/Superman, paladino della giustizia dai poteri sconfinati. Le premesse per un racconto coeso si sfaldano con il passare dei minuti quando gli infiniti problemi di produzione e i rimaneggiamenti di sceneggiatura diventano manifesti, con uno sbrigativo epilogo che azzera lo spettacolo. Il clima di minaccia incombente così come l'appeal della Lega della Giustizia funzionano fino a quando il tutto non sfocia nel solito titanismo kitsch e fracassone di una risoluzione finale affidata all'accumulo di effetti digitali. La regia di Snyder, come sempre marcatissima, non risparmia stucchevoli ralenti autoreferenziali e virtuosismi di terz'ordine nel tentativo di ribadire una idea di blockbuster la cui solennità diventa quasi autoparodia. Se il carisma di Wonder Woman si attesta ai minimi storici, appaiono invece convincenti Flash, che inietta consistenti dosi di ironia strizzando l'occhio ai millennials, e Cyborg, schiacciato dal peso di essere sempre "connesso" e sottoposto a un costante flusso di dati che circolano nel suo corpo e ne mutano i poteri. Del tutto deludente e derivativo invece il villain di turno, Steppenwolf. Nel maggio del 2017, Zack Snyder ha abbandonato il progetto in seguito a un lutto familiare, lasciando a Joss Whedon, rimasto accreditato solo come co-sceneggiatore insieme a Chris Terrio, la gestione della post-produzione e la regia delle riprese aggiuntive.

Nei cinema

Dal 16 novembre 2017

In TV

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