La locandina del film "L'uomo che cadde sulla terra"

L'uomo che cadde sulla terra

The Man Who Fell to Earth

Una scena di "L'uomo che cadde sulla terra"

Un extraterrestre (David Bowie) dalle sembianze umane giunge sulla Terra per studiarne le caratteristiche scientifiche e salvare il suo pianeta dalla siccità. Fonda così un impero finanziario allo scopo di costruire un'astronave che possa riportarlo a casa. Ma, quando alcune persone vengono a conoscenza della sua vera identità, le cose si metteranno male.

Ispirandosi all'omonimo romanzo di Walter Teves, Roeg realizza un'epopea visionaria concentrando la propria attenzione sul protagonista più che sulle sfumature dell'intreccio. Offre così all'esordiente di lusso Bowie un ruolo perfetto, il migliore della sua carriera cinematografica: il cantante conferisce la giusta ambiguità al personaggio, portando nella pellicola l'androginia della propria iconica presenza glam-rock. La parabola sul concetto di alienazione e sull'isolamento del diverso, però, è macchinosa e resa un po' superficialmente, mentre l'idea di costruire una storia per salti, lasciando volutamente dei buchi nei raccordi della sceneggiatura, alla lunga non paga. Non aiutano inoltre i pesanti indirizzamenti di natura cristologica nella rappresentazione dell'alieno di Bowie, lasciando che la comprensione della storia soccomba spesso alla ricerca di un maldestro simbolismo; così le suggestioni iniziali perdono presto spessore col passare dei minuti. Presentato in concorso al Festival di Berlino.

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