La locandina del film "Labyrinth – Dove tutto è possibile"

Labyrinth – Dove tutto è possibile

Labyrinth

Una scena di "Labyrinth – Dove tutto è possibile"

Sarah (Jennifer Connelly) è un'adolescente dalla fervida immaginazione alla quale piace immergersi nelle fantasie costruite intorno ai libri che ama leggere. Una sera, il padre e la matrigna la lasciano sola in casa a badare al fratellino. Il bimbo non smette di piangere e Sarah, per gioco, invoca in suo aiuto il Re dei Goblin affinché si venga a prendere il piccolo. La sua richiesta viene accolta e il Re (David Bowie) la sfida a percorrere il suo labirinto per riprendersi ciò che ha perduto.

Piccolo cult movie anni '80, Labyrinth – Dove tutto è possibile è un'opera che trasuda suggestioni e riferimenti a tutto un immaginario letterario citato in maniera più o meno esplicita, come Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie di Carroll, Nel paese dei mostri selvaggi di Sendak o Il meraviglioso mago di Oz di Baum. Per non parlare poi dei riferimenti visivi, come quelli a Escher e al suo celebre labirinto, al quale viene dedicata una delle sequenze più belle e tecnicamente sorprendenti di tutto il film. Partorito dal creatore dei Muppet, Jim Henson, che dà vita a molti degli stravaganti e divertenti mostriciattoli, e da Terry Jones dei Monty Python, impreziosito dalle canzoni originali di David Bowie, che interpreta anche l'affascinante, sexy e ambiguo Re dei Goblin, Labyrinth è un fantasy che celebra il potere e l'importanza della fantasia soprattutto nella fase in cui si abbandona la fanciullezza per arrivare all'età adulta. Una pellicola che dimostra tutti i suoi anni, anche a causa di qualche momento di stanca, ma che sa ancora stupire ed emozionare per buona parte della visione. Fotografia di Alex Thomson, musiche di Trevor Jones.

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