La locandina del film "Les fantômes d'Ismaël"

Les fantômes d'Ismaël

Les fantômes d'Ismaël

Una scena di "Les fantômes d'Ismaël"

Ismaël Vuillard (Mathieu Amalric) è un regista che sta attraversando un momento difficile e fatica a tirare le fila della propria vita. Impegnato a concludere il suo prossimo film, deve fare i conti con il ritorno, dopo circa vent'anni, della sua compagna di un tempo Carlotta (Marion Cotillard), che l'aveva lasciato senza una precisa motivazione. Tra passato e presente, la relazione tra Carlotta, Ismaël e Sylvia (Charlotte Gainsbourg), attuale compagna dell'uomo, si muove in una realtà sempre più sfumata e inafferrabile.

Abile come sempre a tessere racconti giocati su più piani e dalle molteplici suggestioni, Arnaud Desplechin si muove nel proprio terreno prediletto, quello della narrazione composita con al centro i tormenti dei protagonisti, con un film indubbiamente coraggioso in cui l'eleganza formale spesso non riesce a nascondere tutta la polvere sotto al tappeto. Storia metacinematografica in cui confluiscono numerose istanze cinematografiche e letterarie non sempre ben armonizzate tra loro, Les fantômes d'Ismaël attinge al romanzo d'appendice, agli incastri pirandelliani, alla narrazione libera alla James Joyce, al mystery di hitchcockiana memoria, ma la sensazione è che l'accumulo di fonti di ispirazione, funzionale a esprimere il "caos" della mente di un artista, porti a un pastiche a volte indigesto. Dopo una prima parte in cui il meccanismo narrativo riesce ad appassionare, la scrittura da impressionista si fa approssimativa e, cosa ancora più grave, tende sempre più a rendere manifesto ciò che andrebbe solo suggerito. Un film di fantasmi e incubi inespressi, che si gioca alla grande la carta del ritorno di Carlotta e fallisce in parte nella messa in scena del “film nel film”, interpretato senza intensità da Louis Garrel e Alba Rohrwacher. Superiore a ogni elogio la prova di Mathieu Amalric, meno convincente il reparto femminile, con la Cotillard che regala anche un generoso nudo frontale. Scelto come film di apertura fuori concorso del 70° Festival di Cannes.

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