La locandina del film "Logan - The Wolverine"

In un futuro prossimo, i mutanti sono praticamente spariti. L'ormai attempato Wolverine (Hugh Jackman) – all'origine James Howlett ma conosciuto come Logan – lavora come autista e si prende cura del professor Xavier (Patrick Stewart), molto malato, in una fattoria al confine con il Messico. Il destino di Logan cambia quando è costretto a iniziare una disperata fuga in auto insieme a Xavier e a X-23, ragazzina (Dafne Keen) dotata di poteri straordinari, per impedire che la giovane venga catturata dai membri di una potente organizzazione capitanata dal cyborg Donald Pierce (Boyd Holbrook).

Il terzo lungometraggio interamente dedicato a Wolverine è un notevole canto del cigno del comic movie tradizionale. Distante anni luce dai due spin-off che l'hanno preceduto, X-Men le origini – Wolverine (2009) e Wolverine – L'immortale (2013), Logan è un crepuscolare "western" contemporaneo di brutale violenza (tanto da essere vietato ai minori di 18 anni negli Stati Uniti) che ribalta i canoni del blockbuster per diventare un intrattenimento di grande spessore concettuale, in cui l'azione è subordinata a un disegno generale che affronta la contrapposizione tra vecchio e nuovo, la disillusione, il rapporto padre/figlia, il peso della "diversità", l'intolleranza. Un viaggio in cui l'auto sostituisce la diligenza, il polveroso landscape richiama la frontiera, i personaggi diventano modelli archetipici. Mangold, oltre al western, esplicitamente citato con le immagini de Il cavaliere della valle solitaria (1953) e la presenza dei cavalli, guarda anche al cinema americano anni '70 per la descrizione della provincia e al noir, attraverso una ricercata composizione dell'immagine (fotografia di John Mathieson) che va oltre all'abituale omologazione al tratto grafico del fumetto (una lontana ispirazione è la serie Vecchio Logan di Mark Millar). Una operazione di indubbio fascino, che segna una svolta nel panorama dei film sui supereroi: curiosa, in tal senso, anche la scelta di mostrare gadget e fumetti dedicati agli X-Men, così distanti (forse) dalla quotidianità che Logan vive ogni giorno. Il reparto dei villain risulta un po' deboluccio (in particolare lo scienziato pazzo Zander Rice interpretato da Richard E. Grant) e qualche scelta (i filmati sul passato di X-23) non è troppo originale, ma nel complesso il film ha personalità da vendere. Musiche di Marco Beltrami. Presentato fuori concorso alla Berlinale 2017.

Nei cinema

Dal 1 marzo 2017

In TV

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