La locandina del film "Il magnifico cornuto"
Una scena di "Il magnifico cornuto"

In seguito a un'avventura extraconiugale, l'industriale Andrea Artusi (Ugo Tognazzi) inizia a essere ossessionato dai presunti tradimenti della moglie Maria Grazia (Claudia Cardinale). Tra realtà e immaginazione, perde il controllo, fino a rimanere vittima di un incidente: sarà proprio allora che i suoi peggiori incubi troveranno conferma.

Commedia brillante tratta dalla pochade Le cocu magnifique di Fernand Crommelynck e sceneggiata da Diego Fabbri, Ruggero Maccari, Ettore Scola e Stefano Strucchi. Antonio Pietrangeli ne ricava un divertente studio sull'ossessione, tratteggiato con gustoso sarcasmo grazie ai dialoghi brillanti e alla bravura di un mattatore del calibro di Ugo Tognazzi. Un esempio quasi unico nella commedia italiana dell'epoca, con particolare riferimento alla messinscena di fughe surreali e a una propensione al cinismo satirico (soprattutto nei confronti della classe borghese), con punte di cattiveria comune a molta produzione italiana del decennio (basti pensare a Pietro Germi): lo sguardo autoriale mira a ironizzare sui vizietti nazionali, evocando una corruzione morale che investe ogni fascia della società (l'assessore all'edilizia interpretato da Gian Maria Volonté), segno di un'Italia persa in un vortice di ipocrisia e involgarimento generati e accelerati dal boom economico. Il ritmo non abbastanza brillante e un certo meccanicismo strutturale, in ogni caso, minano alla base il risultato: è un film disinvolto, complessivamente efficace, ma che poteva riservare qualche sorpresa in più. Splendida e sensuale Claudia Cardinale; Bernard Blier è Roberto Mariotti. Musiche di Armando Trovajoli, fotografia di Armando Nannuzzi.

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