La locandina del film "Marguerite"
Una scena di "Marguerite"

Non distante da Parigi, la ricca ed eccentrica Marguerite Dumont (Catherine Frot) vive spensierata coltivando la passione per il canto lirico, inconsapevole della sua terribile voce. Il marito e gli amici però la esaltano, vista la propensione della donna nell'organizzare eventi di beneficenza legati alla musica, e finiscono per sfruttarla.

Prendendo spunto dalla vera storia dell'americana Florence Foster Jenkins, il regista Giannoli ricama minuziosamente un ritratto femminile delicato ma al contempo spassoso, capace di restituire diverse sfaccettature del personaggio principale. Marguerite è un melodramma molto ironico e spesso divertente che, raccontando linearmente la storia della protagonista, in realtà porta lo spettatore a interrogarsi sull'apparire, vero cardine della società moderna. Marguerite vive la propria illusione inconsapevolmente, ma al contempo si fa fotografare dal domestico in fittizie pose di scena. Dotato di una grande forza visiva, sonora e narrativa, il film regala ottimi momenti, ma la resa è purtroppo minata da una parte finale eccessivamente tirata per le lunghe e meno convincente di quanto si è visto in precedenza. Strepitosa Catherine Frot nella prova più importante della sua carriera.

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