La locandina del film "Maria Regina di Scozia"

Maria Regina di Scozia

Mary Queen of Scots

Mary Stuart (Saoirse Ronan), regina di Francia a 16 anni e vedova a 18, fa ritorno nella natia Scozia per reclamare il suo legittimo trono. Ma il paese è governato da sua cugina Elisabetta I (Margot Robbie), reggente anche in Inghilterra. Determinata a regnare, Mary minaccia la sovranità di Elisabetta: tradimenti, ribellioni e cospirazioni all'interno delle corti metteranno in pericolo entrambi i troni e cambieranno il corso della storia.

Film in costume incentrato su una fortissima rivalità femminile e su toni palesemente cupi e a tinte forti, Maria Regina di Scozia recupera una vicenda tra le più iconiche della cultura reale britannica, già portata al cinema più volte (ad interpretare Maria Stuarda in passato ci avevano già pensato Katherine Hepburn per John Ford nel 1936 e Vanessa Redgrave per Charles Jarrott nel 1971). Questa nuova versione, diretta dalla regista esordiente Josie Rourke, solida autrice teatrale, e scritta dallo sceneggiatore de Le idi di marzo (2011) e del serial House of Cards Beau Willimon, è fortemente orientata, anche grazie all’apporto di quest’ultima figura, all’esplorazione serrata e tutt’altro che accomodante di un’atmosfera storico-culturale caratterizzata da desideri oscuri e famelici e da prevaricazioni scomposte e irruente. La messa in scena, sebbene la regista sia alla sua opera prima per il cinema, è sufficientemente minuziosa ed evita le secche del film in costume col pilota automatico, mentre a destare qualche perplessità è un approccio ai personaggi e ai temi della storia piuttosto manicheo nella gestione di luci e ombre, quando non addirittura tagliato con l’accetta nelle contrapposizioni più vistose. Con ampie strizzate d’occhio, decisamente scaltre e ancor più vistosamente sottolineate, al femminismo moderno, non sempre centrate e legittime. I passaggi malfermi non mancano, ma il piglio viscerale e furente dell’impianto complessivo è al contempo innegabile e da premiare. Volenterosa la prova della Ronan, ma Margot Robbie è ben più intensa nei panni di una Elisabetta I tormentata, scavata da radicati tormenti psicologici e col volto deturpato dal vaiolo, sebbene l’eccesso di trucco tenda a immobilizzarne la mimica e a paralizzarne la parlata. Basato sul libro My Heart Is My Own: The Life of Mary Queen of Scots di John Guy.

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