La locandina del film "La mazurka della santa, del barone e del fico fiorone"

La mazurka della santa, del barone e del fico fiorone

In seguito a una rovinosa caduta che lo ha reso zoppo, l'odioso barone Anteo Pellacani (Ugo Tognazzi) vuole sfogare il suo odio contro un venerato e leggendario fico fiorone, sotto il quale sarebbe stata violentata una giovane divenuta santa. Il prete del luogo (Giulio Pizzirani) trama per bloccare eventuali nefaste conseguenze, ma l'arrivo del magnaccia Checco "Biancone" Coniglio (Paolo Villaggio) e delle sue prostitute cambierà la situazione.

Terzo lungometraggio di Pupi Avati, anche sceneggiatore con il fratello Antonio e Gianni Cavina, che inizia il suo viaggio nel grottesco e nello straniante, tra satira spinta e derive anticlericali. Commedia eccentrica e discretamente divertente (fulminei e calzanti i dialoghi), La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone si rivela però stucchevole nei suoi aspetti più dissacranti, finendo per scadere nell'eccesso gratuito. Il cast, comunque, è in gran forma, capeggiato un duo di attori affiatati: l'affermato Tognazzi, reduce da Romanzo popolare (1974) di Mario Monicelli e all'apice della popolarità, e Paolo Villaggio, che nel 1975 girò il suo primo Fantozzi con Luciano Salce. Delia Boccardo è la prostituta dai capelli rossi, Lucio Dalla è Fava. Musiche di Amedeo Tommasi.

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