La locandina del film "Modalità aereo"
Una scena di "Modalità aereo"

Diego (Paolo Ruffini) è un imprenditore bello, ricco, famoso. Tutta la sua vita è dentro un cellulare di ultima generazione. Ivano (Lillo) pulisce i bagni dell'aeroporto, non è bello, non è ricco, non è famoso. Possiede un cellulare del 1994 di cui va molto fiero. Un giorno, poco prima di imbarcarsi su un volo per Sidney, Diego dimentica il telefonino nella toilette vicino al gate…

Dopo essere stato travolto dallo scandalo molestie che si è concluso con l’archiviazione dell’accusa di violenze sessuali a suo carico, Fausto Brizzi torna al cinema, due anni dopo Poveri ma ricchissimi (2017), con un film che sembra in qualche modo parlare di ciò che gli è successo. Modalità aereo è una commediola superficiale, ma incentrata sul tema del potere che i media hanno, della fame di intercettazioni e di come oggi, nell’epoca dei social network, anche il più semplice tweet possa in qualche modo rovinare la vita di chi l’ha scritto. Uno spunto che poteva essere interessante, ma che invece viene lasciato a briglia sciolta, senza grandi costruzioni narrative: il film infatti si limita a mettere in scena gag di basso livello, incentrate sul classico tema dello scambio d’identità. In questo caso il “fortunato” di turno è un brav’uomo che pulisce i bagni dell’aeroporto, ma che con il telefonino giusto può praticamente ottenere quello che vuole. Anche quest’idea dello smartphone come vero e proprio mondo, al cui interno c’è un’intera vita, avrebbe meritato uno sviluppo superiore. Peccato, perché rispetto ad altri film di Brizzi le basi per realizzare qualcosa di più stimolante c’erano tutte, ma presto la pellicola scade nella mediocrità e non riesce più a rialzarsi.

Nei cinema

Dal 21 febbraio 2019

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