La locandina del film "Oblivion"

Su una Terra devastata dalla guerra nucleare, Jack Harper (Tom Cruise) ripara droni e cerca di sventare gli attacchi che gli invasori alieni continuano a organizzare ai danni delle centrali idriche, per estrarre le ultime risorse rimaste. La moglie Victoria (Andrea Riseborough) è impaziente di lasciare un pianeta spettrale, mentre Jack, nonostante gli sia stata cancellata la memoria per motivi di sicurezza, sente che quella è ancora casa sua.

Secondo lungometraggio di Joseph Kosinski dopo Tron: Legacy (2010), con cui condivide buona parte dei pregi e dei difetti. Tratto da una graphic novel scritta dallo stesso regista, Oblivion è un notevole spettacolo visivo, valorizzato da una CGI efficace e da un ritmo serrato che tiene (discretamente bene) fino alla fine. I limiti stanno tutti in una narrazione a dir poco derivativa, che pesca a piene mani dalla storia del cinema di fantascienza: da 2001: Odissea nello spazio (1968) a Solaris (1971), toccando anche The Truman Show (1998) di Peter Weir. Senza troppe pretese può risultare godibile, ma per chi è alla ricerca di qualcosa di “nuovo” è meglio lasciar perdere.

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