La locandina del film "L'odore della notte"
Una scena di "L'odore della notte"

Roma. Alla fine degli anni Settanta, una banda si dedica a colpi di stampo domestico aventi come obiettivi le classi sociali più abbienti. Il capo è Remo Guerra (Valerio Mastandrea), un poliziotto entrato nel circolo vizioso delle rapine, collezionandone più di un centinaio.

Liberamente ispirato al romanzo Le notti di arancia meccanica di Dido Sacchettoni, che narra le vicende della cosiddetta "banda dell'arancia meccanica", il secondo film di Claudio Caligari è una pellicola di ambientazione criminale che flirta in maniera sapiente con thriller e il noir, puntando su un protagonista pieno di dissidi e di ombre interiori e sul talento formale del regista. Notevole il ritmo indiavolato con cui vengono firmate le scene delle rapine, così come lo sguardo poetico veicolato dalle atmosfere notturne, capaci di far slittare il "romanzo criminale" verso spunti esistenziali inusitati per il cinema italiano di genere. Il film non ha però la compostezza e la forza di Amore tossico (1983), rispetto al quale è complessivamente meno d'impatto e coeso, ma è una evidente conferma del talento dello sfortunato Caligari. Magistrale l'apporto al film dato dalla presenza del cantante Little Tony, che interpreta se stesso nei panni della vittima di una rapina in villa in una scena a dir poco di culto. Evidentissimo anche l'amore dell'autore piemontese per Martin Scorsese ("Martino", come lo chiamava lui), il cui Taxi Driver (1976) è omaggiato con ben due citazioni letterali: la prima è una scena in cui il personaggio di Mastandrea si mette a puntare con la pistola davanti a uno specchio, la seconda una sequenza brevissima in cui lo stesso Remo rovescia la televisione a terra con un calcio ben assestato. Per non parlare dell'ulteriore rimando a Scorsese, che si materializza quando in un televisore appare il celeberrimo fotogramma dell'uomo con pistola che spara in camera, tratto da La grande rapina al treno (1903) di E.S. Porter e replicato anche da Joe Pesci in Quei bravi ragazzi (1990).

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