La locandina del film "Paradiso amaro"

Matt King (George Clooney) è il nobile discendente di una famiglia di reali hawaiani: uomo di successo, marito e padre distratto di due figlie (Shailene Woodley e Amara Miller), dovrà affrontare più di un problema quando la moglie (Patricia Hastie) rimarrà in coma dopo un incidente.

Tratto dal romanzo di Kaui Hart Hemmings Eredi di un mondo sbagliato, Paradiso amaro (la distribuzione italiana, purtroppo, non ha rispettato l'etimologia dell'originale The Descendants) è la storia di un uomo chiamato dal destino a rimettere in discussione la propria vita. Dal rapporto con la moglie a quello, pericolosamente compromesso, con le figlie, dal legame dimenticato con le proprie radici alla propria identità: tutto per Matt è da rivedere, da riscrivere, alla luce di inaspettate rivelazioni e di scoperte su se stesso. Interamente ambientato in una magica cornice hawaiana, cui ammiccano anche le musiche affidate ad artisti locali, che con i suoi paesaggi drammatici e romantici diventa il correlativo-oggettivo dello stato d'animo del protagonista. Facile dire che il film pecca di retorica (specialmente nel finale), più difficile individuare il tocco sottile e delicato con cui Payne riesce a rivestire di eleganza anche il più sentimentale dei racconti, trovandosi a parlare di un dramma di alto spessore morale con una piacevole e mai banale levità. Grande performance di George Clooney, nel pieno della sua maturità artistica. Fotografia di Phedon Papamichael. Oscar ad Alexander Payne, Nat Faxon e Jim Rash per miglior sceneggiatura non originale.

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