La locandina del film "Il ragazzo più felice del mondo"
Una scena di "Il ragazzo più felice del mondo"

Una persona da più di vent’anni manda lettere cartacee scritte a mano a tutti gli autori di fumetti italiani spacciandosi per un ragazzino di 15 anni. Nelle lettere, piene di complimenti, chiede sempre “uno schizzetto” in regalo. Per agevolare il compito ogni busta contiene un cartoncino bianco e un francobollo per la risposta. Ma chi è veramente?

A dir poco stimolante il punto di partenza del nuovo film da regista del grande fumettista italiano Gipi, al secolo Gian Alfonso Pacinotti, che torna dietro la macchina da presa dopo un paio di sortite non proprio fortunate negli anni scorsi. Il risultato è una commedia solare e gradevole anche se eccessivamente abborracciata, con un paio di scenette che strappano il sorriso ma un impianto di fondo troppo fragile e debole, incapace di sviluppare a dovere la bella idea di partenza. Il film si riduce così a una ricerca impossibile condita da qualche gag e appesantita da una retorica smielata, specialmente sul mestiere di fumettista e sulle sue implicazioni, che supera in più di un’occasione il livello di guardia. I momenti tenui, candidi e delicati non mancano, ma rimangono sepolti e schiacciati innegabilmente sotto il peso dell’indigeribile melassa generale. Un vero peccato, considerato la simpatia e la verve di un’operazione che avrebbe potuto incanalarsi su ben altri binari. Abbastanza spassosa, ad ogni modo, la sequenza iniziale in cui l’autore propone a Domenico Procacci di Fandango di girare la versione Italiana e maschile di uno dei capolavori del regista tunisino Abdellatif Kechiche, dall’eloquente titolo La vita di Adelo, mimando fellatio omosessuali e rapporti sessuali. Presentato alla Mostra del cinema di Venezia 2018 nella sezione Sconfini.

Nei cinema

Dal 8 novembre 2018

In TV

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