La locandina del film "Red Joan"

Nel 2000 la tranquilla vita di pensionata di Joan Stanley (Judi Dench) viene bruscamente sconvolta dall'MI5 che la arresta con l'accusa di spionaggio e alto tradimento ai danni della Corona: avrebbe consegnato segreti militari all'Unione Sovietica durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel serrato interrogatorio che segue l'arresto emergerà, dopo oltre 40 anni, la sua vera identità e le ragioni che la mossero a tradire.

Ben ventidue anni dopo La 12esima notte (1996), il regista inglese Trevor Nunn torna a dirigere un film per il grande schermo, dopo essersi a lungo dedicato a progetti teatrali e televisivi. Tratto da un romanzo omonimo di Jennie Rooney, a sua volta ispirato dalla vera storia di Melita Norwood, Red Joan non ha però affatto ripagato l’attesa di vedere tornare Nunn al lavoro per il cinema. La pellicola è infatti scolastica e didascalica in una messinscena che alterna l’interrogatorio a dei comodi flashback inerenti alla gioventù della donna: nonostante prenda spunto da fatti reali, non si sente davvero nulla di sincero in questa fiacchissima operazione prolissa e mai appassionante, scritta senza impegno da Lindsay Shapero in fase di sceneggiatura. Persino un’attrice intensa e di grande esperienza come Judi Dench sembra aver gettato la spugna già in fase di riprese, attraverso un’interpretazione svogliata e monocorde, che non rende affatto giustizia alla sua grande carriera. Altrettanto insipidi sono gli attori di contorno, ma visto lo scarso spessore dei personaggi che sono stati chiamati a interpretare non c’è troppo da stupirsi.

Nei cinema

Dal 9 maggio 2019

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