La locandina del film "Il mio Godard"
Una scena di "Il mio Godard"

Parigi, 1967. Jean-Luc Godard (Louis Garrel), massimo riferimento all'interno del cinema d'autore di rottura degli anni Sessanta, durante le riprese de La cinese si innamora e sposa la protagonista Anne Wiazemsky (Stacy Martin). A causa del carattere difficile di Godard, sarà l'inizio di un rapporto burrascoso e sbilanciato, in cui si sovrappongono la frustrazione dell'autore per la pessima accoglienza del film, il suo impegno politico e il senso di smarrimento all'interno di un difficile periodo storico.

Michel Hazanavicius prende di petto il biopic raccogliendo una sfida a dir poco titanica, ovvero rappresentare sullo schermo l'autore che forse più di tutti ha rivoluzionato la concezione di opera cinematografica moderna. La via scelta è quella di un film "godardiano" che ripropone in copia carbone le trovate geniali della poetica di Godard, ricalcando, per molti versi, il modello seguito con The Artist (2011), con la Nouvelle Vague che sostituisce gli archetipi del cinema muto. Una operazione studiatissima e furbetta, che ricrea con maniacale perizia i colori, le trovate stilistiche, le scelte linguistiche e metacinematografiche del tempo che fu. Il risultato, però, non è quello di una scontata esaltazione del genio godardiano: Hazanavicious cerca invece di mettere in luce, con il doveroso rispetto, i lati meno concilianti del carattere del protagonista, interpretato con impeccabile charme da Louis Garrel, e le contraddizioni di una idea di cinema così ostinata e radicale (significativo il suggerimento della difficoltà di Godard di vedere la realtà attraverso la gag degli occhiali). Una cartolina illustrata capace di restituire (plagiare?) alla perfezione l'atmosfera dell'epoca, che vive unicamente di luce riflessa attraverso una stucchevole sequela di omaggi di assoluto rispetto filologico. Se l'obiettivo era quello di rendere popolare e accessibile il genio di Godard, la missione può considerarsi compiuta. Ma i cinefili duri e puri non gradiranno. Le Redoutable (da cui prende spunto il titolo originale) è il nome del primo sottomarino nucleare francese, inaugurato a Cherbourg il 29 marzo 1967 alla presenza del generale de Gaulle. Presentato in concorso al Festival di Cannes.

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